People surrounded a glass globe. cooperation and collaboration of people around the world. Outsourcing and joint work on projects. Diplomacy. crowdfunding. Preserving environment, caring for nature

Cos’è il Crowdfunding e che tipologie di piattaforme esistono

Indice

Key Takeways

Fino a qualche anno fa, raccogliere fondi per avviare una società o un progetto era abbastanza complicato ma come detto anche negli scorsi articoli di Finanza Alternativa essa ha reso più semplice l’attività fundraising anche grazie al Crowdfunding

Crowdfunding: cos'è e come funziona

Esso permette di finanziare progetti di varia natura, imprenditoriali e sociali, profit e no profit, tra cui ovviamente, le diverse startup innovative.

Questo termine proviene dal match delle parole “crowd“, folla, e “funding“, finanziamento, indicando la pratica di “trovare fondi attraverso la folla”; modalità di microfinanziamento dal basso.

Possiamo affermare che il ruolo di queste piattaforme è di concentrare su un portale on-line dei progetti di startup/associazioni/enti e l’interesse dei potenziali investitori, facilitando la raccolta di capitale.

I progetti prevedono un obiettivo, in termini di quantità di risorse, e una scadenza temporale. Alla scadenza è possibile che il budget richiesto sia stato raggiunto o meno. Se siamo nella prima ipotesi il richiedente riceve il denaro, dovrà procedere allo sviluppo del progetto e all’inoltro dei premi promessi ai donatori/investitori (se previsti). Nel secondo caso nessun importo sarà accreditato al promotore e di conseguenza non ci sarà nessuna distribuzione dei premi promessi.

Modelli di crowdfunding

Le/i tipologie/modelli di crowdfunding, distinte in base alla finalità, sono:

  • Reward Based

Questo primo modello non prevede una ricompensa economica bensì sociale (non monetaria) stabilita sulla base dell’importo che si è investito nella campagna che si sostiene. Spesso la ricompensa diventa una prevendita e conseguentemente si parla di pre-selling crowdfunding. La prevendita non è l’unico modo per “ricompensare” l’investitore, vi possono essere altri tipi di ricompensa, come: collaborazioni o partecipazioni al progetto, esperienze creative o ricordi e riconoscimenti.

  • Donation Based

Presume la raccolta di fondi per iniziative senza scopo di lucro (a tutti gli effetti una donazione), si tratta infatti di uno schema adatto al finanziamento di iniziative avente carattere sociale, nobile, senza fini speculativi, ad esempio quelle promulgate da iniziative no profit, enti a scopo sociale e altre associazioni che spingono la società a collaborare con intento caritatevole e filantropico. I finanziatori, infatti, sono mossi da un interesse più alto, dal desiderio di partecipare, di sopportare una causa che sta loro a cuore.  Questo modello di crowdfunding è un modo semplice per intrecciare relazioni con persone che hanno gli stessi valori e principi.

  • Lending Based

Si basa sui microprestiti a persone o imprese (Peer to peer lending). Esso consente la raccolta di denaro tramite la piattaforma che poi andrà ad erogare i fondi sotto forma di prestito, dietro corrispettivo finanziario (compreso degli interessi). Essenzialmente si tratta di un’alternativa ad un prestito bancario, con la differenza che gli investitori vantano un credito diretto verso i soggetti finanziati, al contrario dei risparmiatori che depositano il proprio denaro in una banca che poi provvederà ad erogare il credito. L’investimento sulle piattaforme lending-based può avvenire in due modalità. La prima prevede la suddivisione di un singolo prestito in quote (generalmente dello stesso taglio) che gli investitori possono acquistare autonomamente sui portali. Nella seconda modalità, invece, i portali creano dei portafogli di prestiti con uno stesso rapporto rischio-rendimento che possono essere acquistati pro-quota. Ma non solo, è anche possibili che il denaro dei prestatori venga ripartito in più portafogli con lo stesso rapporto rischio-rendimento, in modo tale da ridurre il potenziale rischio di insolvenza. In aggiunta a questo, certe piattaforme offrono anche la possibilità di rivendere i propri crediti a terzi, in modo da rientrare più in fretta dell’investimento; creando, dunque, un mercato secondario.

  • Equity Based

Quest’ultimo modello prevede la partecipazione al capitale sociale dell’impresa e attualmente è l’unica forma regolamentata in Italia dalla Consob. Nel 2012 infatti, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un canale di finanziamento alternativo rispetto al credito bancario, il Governo ha disciplinato lo svolgimento dell’attività di equity crowdfunding in Italia, attraverso il Decreto n. 179/2012. L’equity-based crowdfunding è un classico finanziamento da parte di soggetti che investono il loro denaro nel capitale sociale di un’impresa acquistando azioni o quote. Però l’equity crowdfunding rispetto al classico finanziamento ha due differenze sostanziali (positive):

  • Meccanismo più semplice rispetto ai mercati regolamentati e non regolamentati delle borse valori
  • La procedura per acquistare azioni o quote attraverso una piattaforma crowdfunding è molto meno costosa rispetto ad aprire una procedura per acquistare azioni in borsa.

Crowdinvesting

Abbiamo parlato di cos’è e a cosa serve il Crodfunding mentre ancora non abbiamo affrontato il tema del Crowdinvesting.

Il crowdinvesting è quella sottocategoria del crowdfunding che consente a persone fisiche e investitori istituzionali di effettuare prestiti e sottoscrivere quote di capitale di rischio attraverso una piattaforma online che presenta appelli per raccogliere capitale destinato ad un progetto imprenditoriale.

I soggetti che vogliono ricercare investitori pubblicano il loro progetto su portali online di crowdinvesting indicando il minimo di capitale che sarà necessario per l’investimento del progetto.

All’interno della piattaforma sono presenti altresì tutte le ulteriori informazioni utili ai fini del completamento del progetto come, ad esempio, il termine di scadenza del crowdinvesting e il “corrispettivo” per i finanziatori (dato che abbiamo scritto che gli investitori si aspettano un corrispettivo si capisce che parliamo di Equity e landing crowdfunding).

Tramite il crowdinvesting si può monetizzare l’investimento attraverso i dividendi, exit (per acquisizione o quotazione in borsa) oppure vendita delle partecipazioni nelle bacheche elettroniche . Per quanto riguarda i dividendi, questi vengono distribuiti nel momento in cui la società delibera di effettuare tale operazione (le Startup non possono farlo nei primi 5 anni). Le exit rappresentano invece la possibilità di cedere una quota e generare plusvalenza nel momento in cui l’impresa viene acquisita da un investitore istituzionale che ne rileva la totalità del capitale sociale, oppure, l’impresa viene quotata in borsa.

Cos’è il Real estate crowdfunding?

L’industria del real estate crowdfunding arriva in Italia nel 2018 e si suddivide in due tipologie, equity e lending, consentendo agli investitori di partecipare online al finanziamento di progetti immobiliari in ambito residenziale o commerciale. Il progetto può essere collegato all’acquisto di un immobile per metterlo a reddito, alla ristrutturazione di una proprietà immobiliare per essere messa a reddito o venduta e all’investimento in un’infrastruttura.

Il rendimento economico dipende dalla tipologia di tipologia della piattaforma (equity o lending). Nelle piattaforme di tipo lending, la “folla” che partecipa ai progetti presta capitale all’azienda che realizzerà il progetto, garantendo un tasso di interesse ai propri investitori. Dall’altro lato, una piattaforma equity prevede che gli investitori acquistino una quota della società che realizzerà il progetto immobiliare, facendo diventare soci (di minoranza) gli investitori del progetto. In questo caso il rendimento sarà dato dalla rivalutazione della quota dell’investitore (se la quotazione della società aumenta) e partecipare alla redistribuzione degli utili.

Crescita in Italia del crowdinvesting

Questi sono i dati emersi dal sesto report sul crowdinvesting italiano, realizzato dall’Osservatorio della School of management del Politecnico di Milano che si riferiscono al periodo 1 luglio 2020 – 30 giugno 2021):

  • 51 i portali autorizzati Consob
  • 127,6 milioni di euro da collocamenti di equity
  • 22,3 milioni di euro da collocamenti di minibond
  • 28 portali di social lending (da privati a persone fisiche o giuridiche)
    1. 6 con target consumer, 43,2 milioni di euro prestati a individui
    2. 22 con target business, 310,6 milioni di euro prestati a imprese
  • 18 piattaforme di real estate crowdfunding
  • 85,2 milioni di euro (+75%) la raccolta per i progetti finanziati
  • di questi:
    • 34,3 milioni dalle piattaforme equity
    • 50,9 milioni dai portali lending.

Possiamo concludere affermando che il mercato italiano del crowdinvesting continua a crescere in tutte le sue forme, e da novembre di quest’anno verranno introdotti nuovi adempimenti per il settore, rendendo ancora più uniformi le norme fra portali equity e lending, favorendo l’operatività cross-border.

 

Indice

Antonio Bellanca

IoT Project Manager at BIP; Research paper: Digital Transformation of a traditional business through Corporate Venture Capital: Reale Mutua Corporate Venturing; Research in Management of Innovation at SKEMA BUSINESS SCHOOL, Nice - Sophia Antipolis.
Condividi questo articolo
LinkedIn
Articoli simili

Equity crowdfunding

Per l’impresa, è una forma innovativa di accesso al credito. Per l’investitore, un metodo di partecipazione al capitale di rischio imprenditoriale. Quindi, l’equity crowdfunding è l’acquisto di un titolo di partecipazione di una società: l’investitore riceve come corrispettivo del finanziamento una quota del capitale sociale, con gli annessi diritti patrimoniali e/o amministrativi. Situazione in Italia, regolamentazione e il ruolo del portale Nella maggior parte dei Paesi il fenomeno non è soggetto a regolamentazione e si fa riferimento alle normative di già esistenti. Invece, l’Italia è il primo paese europeo ad essersi dotato di una normativa specifica e organica relativa all’equity crowdfunding.

Continua a leggere...

Startup evaluation

Valutare una start up è una scommessa tanto quanto la start up stessa. La start up è un tipo di azienda inadatta ai metodi di valutazione tradizionale. Inoltre, il panorama italiano è sprovvisto di sufficienti pubblicazioni specialistiche che definiscano in maniera univoca il metodo corretto da utilizzare. Per questo motivo, si fa riferimento alle azioni degli investitori nel settore. Le problematiche risiedono in diversi aspetti. L’azienda non ha una serie storica di dati cui fare riferimento nelle valutazioni. Spesso si tratta di un’idea innovativa: il rischio è sempre elevato, i fattori che possono portare al fallimento dell’impresa sono imprevedibili e

Continua a leggere...

Ciclo di vita della startup

Ciclo di vita Entrando nel particolare mondo delle startup, si possono distinguere diverse fasi di vita delle stesse, e i principali momenti in cui essi si dividono sono: creazione dell’idea, validazione, ricerca di finanziamenti, fase di crescita e per concludere con un’exit, o nel caso specifico di startup finanziate da fondi CVC, incorporazione in azienda. Le fasi di vita di una startup possono essere “classificate” nelle seguenti categorie: Bootstrap e Pre-seed Seed Early stage Early growth Growth Lo status particolare attribuito dal governo italiano alle startup dura 5 anni, dopo di che tale status da startup innovativa viene revocato. Infatti,

Continua a leggere...

Roboadvisor: cosa sono?

Il roboadvisor è un software di consulenza finanziaria automatizzata e di gestione degli investimenti. Consente di costruire un portafoglio conforme alle esigenze del cliente. Non esiste una definizione univoca e questo riflette le diverse forme in un cui il fenomeno si presenta. In generale, si parla di una piattaforma digitale che propone senza supervisione umana delle opportunità di investimento al cliente, tramite algoritmi di analisi dati dell’utente e del mercato di riferimento. Breve storia dei roboadvisor I roboadvisors rappresentano l’ultima generazione di strumenti di consulenza finanziaria, diffusi a partire dal 2008 in risposta alla crisi economica. La tecnologia era nota

Continua a leggere...

Approfondimento sulla Cybersecurity

Negli anni ‘70, un ingegnere informatico di nome Robert Thomas, sviluppa un programma, di nome “Creeper” nell’intento di testare le funzionalità di un software da lui sviluppato. Creeper non si limita a testare il software di Thomas, ma lo corrompe a tal punto da renderlo non più inutilizzabile. Si tratta della nascita del primo malware informatico. Di lì a poco un collega di Thomas, Ray Tomlinson, trova però un metodo per contrastare il primo malware sviluppato dal collega riuscendo a rintracciarlo e distruggerlo. La creazione del primo malware e il successivo sviluppo di un programma per contrastarlo, dà sostanzialmente il

Continua a leggere...

Bancassicurazione, panoramica generale

L’intermediazione finanziaria è il punto in comune dei processi bancari e dei processi assicurativi. E se questi venissero riuniti sotto il profilo di un unico servizio finanziario? Cosa vuol dire Bancassicurazione? Il termine bancassicurazione identifica una strategia di cooperazione adottata dalle banche e dalle compagnie assicurative. Nato inizialmente per la costruzione di prodotti vita e previdenziali, il nuovo settore estese poi i suoi interessi agli investimenti. Oggi, il servizio bancassicurazione tutela il cliente da rischi come malattia, infortunio o decesso. Dal lato opposto, il cliente vede l’istituto bancario come punto di riferimento per molteplici prodotti: servizi finanziari e assicurativi. Il

Continua a leggere...
Apri chat
Hai bisogno di aiuto?
Vuoi parlare con qualcuno?