Cos’è la Blockchain e quali sono ad oggi i problemi

Indice

Key Takeways

Una delle tecnologie più dibattute del XXI secolo, per la quale si riversano grandi speranze, è sicuramente la Blockchain. Per gli addetti ai lavori se ne parla come di quella tecnologia che ridisegnerà il mondo come lo conosciamo oggi; un po’ come furono l’elettricità, il motore a scoppio o più recentemente Internet. Viene considerata come quella tecnologia in grado di rivoluzionare le transazioni e il sistema finanziario come lo conosciamo oggi.

Cos'è la Blockchain

Con il termine blockchain (letteralmente “catena di blocchi”) si definisce un meccanismo che permette di costruire dei registri condivisi e immutabili nel tempo, permettendo una facilitazione del processo di registrazione delle transazioni senza la necessità della presenza di un organo di controllo (un intermediario) che certifichi e garantisca la validità della transazione. Questa tecnologia potrà essere utili in tutti quegli ambiti dove è necessario registrare degli elementi (delle transazioni o delle scritture contabili di qualsiasi tipo – ad esempio la redazione di registri pubblici come il catasto) che siano immutabili nel tempo e che garantiscano al tempo stesso la fiducia e la sicurezza per tutti i portatori di interesse.

La paternità della blockchain si vuole far risalire a Satoshi Nakamoto (pseudonimo di un soggetto ignoto) che nel 2008 presentò un sistema di pagamento che permettesse di effettuare transazioni direttamente da un soggetto all’altro senza necessitare l’intermediazione di alcun altro soggetto dando così facendo vita alla Bitcoin. Tale sistema porta in dote 3 vantaggi rispetto alla modalità di transazione tradizionale: riduzione di costi (per via dell’eliminazione dei costi di intermediazione); efficienza (poiché i registri sono criptati e condivisi, tutti i soggetti operanti nel network sono a conoscenza in contemporanea dell’avvenuta transazione tra il soggetto A e B); Sicurezza e Trasparenza (questo per via della immodificabilità delle transazioni registrate e  in caso di errore sarà necessario scrivere la correzione in una nuova transazione senza modificare la precedente, così da renderle entrambe visibili). 

Come funziona

Come spiega Satoshi Nakamoto i blocchi devono essere pensati come delle scatole, al cui interno vengono inseriti i registri contabili con tutte le transazioni o le informazioni necessarie. Questi registri vengono impacchettati e protetti da un sistema di criptazione (con chiavi pubbliche e chiavi private) che permette la condivisione di tutte o di parte delle informazioni all’interno. Per garantire l’immutabilità delle informazioni all’interno, ogni blocco è dotato di un codice univoco che vine creato usando l’algoritmo di autenticazione Hash. Esso è una sorta di impronta digitale che tiene conto del momento (data e ora) in cui tale blocco viene completato (e non possono essere aggiunte altre informazioni) e da quale blocco viene preceduto. Questo fa si che tutti i blocchi vengono legati vicendevolmente, rendendo impossibile un possibile attacco hacker. Infatti, in caso di modifica di un solo blocco, non combacerebbero più le impronte digitali tra i vari blocchi, rendendo noto a tutti l’avvenuta manomissione. Inoltre, la catena non viene conservata in un solo posto, ma in maniera diffusa,  esiste una copia delle informazioni su più server. Ogni server che sostiene il network, oltre a tenere una copia dei registri, presta servizio nella generazione degli hash univoci. Le due tipologie principali di creazioni di questi algoritmi prendono il nome di Proof-of- Work o Proof-of-Stake. Nel primo caso i server che partecipano al network competono fra loro per la creazione dell’Hash. Il primo che ci riesce ottiene un coin in cambio per il lavoro svolto. Poiché è una corsa contro il tempo, i soggetti che gestiscono il maggior numero di server hanno maggior probabilità di successo. Nel secondo caso invece, i soggetti che vorranno partecipare al network come validatori, non danno semplicemente la disponibilità dei propri server, ma partecipano investendo capitali nell’infrastruttura. Con questa modalità, non si viene a creare una corsa al più veloce, ma il server viene sorteggiato tra tutti i partecipanti. La probabilità con chi si venga sorteggiati è proporzionale all’ammontare dell’investimento. I rischi per entrambe le metodologie sono dovuti al rischio di accentramento: infatti un soggetto che possieda il 50%+1 dei server attivi (nel primo caso) o che possieda il 50%+1 del capitale investito nell’infrastruttura (nel secondo caso) di fatto controllerebbero l’intera catena, venendo meno di conseguenza il principio del network diffuso.

Potenzialità della Blockchain

Molti sostengono che la blockchain abbia enormi potenzialità per lo sviluppo di un sistema finanziario ed economico più sicuro e trasparente, ma questo potenziale rischia di avere un impatto ambientale senza eguali. Si pensi solo che una transazione in bitcoin (quindi decentralizzata e disintermediata) costa, in termini di energia elettrica quanto a poco meno di 600.000 operazioni gestite dal circuito di carte di credito Visa (fonte Fondazione Bancaria Finanza Etica). Come certifica la Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index calcolato dall’Università di Cambridge, il mantenimento operativo della sola blockchain relativa al solo Bitcoin costerebbe alla collettività circa 135,5 TWh (terawattora) annui di energia elettrica. Per dare un termine di paragone e le confrontassimo con il consumo di energia elettrica dei vari paesi del mondo, la rete di server che mantiene in vita i Bitcoin occuperebbe la ventottesima posizione (dopo l’Ucraina e prima dell’Argentina). Questo soprattutto si intensifica in quei periodi, come questo durante il quale l’articolo viene scritto, dove la cripto-valuta più famosa tocca il suo apice storico a 58.000$. Se si considera il fatto che il maggior numero di mining farm è situato in Cina il cui costo dell’energia è decisamente più basso che in Europa e negli Stati Uniti e che l’energia elettrica, in questo paese, è per la stragrande parte prodotta per la combustione del carbone il bilancio ambientale non può che essere a sfavore del pianeta. Si stima infatti che vengano emesse in atmosfera circa 70 tonnellate CO2 (ossia quanto emette la Repubblica Ceca in un anno) – Fonte Forbes.

Quanto concerne la questione ambientale è un argomento annoso che suscita qualche perplessità sulla bontà di questa tecnologia all’attuale stato dell’arte: intesa come produzione di energia elettrica, da una parte, che dalla potenza di calcolo necessaria per il mantenimento dell’infrastruttura. Probabilmente in un futuro, l’introduzione di un maggior approvvigionamento di energie rinnovabili e di computer quantici potranno superare gli attuali limiti. 

Indice

Condividi questo articolo
LinkedIn
Articoli simili

Buy Now Pay Later (BNPL)

Buy Now Pay Later (BNPL), sta rivoluzionando l’esperienza di acquisto e di vendita per milioni di persone nel mondo. Come impatto viene considerata alla stregua delle carte di credito negli anni ‘70 e sta permettendo una democratizzazione dell’accesso al credito come mai prima d’ora. Questo sistema di pagamento permette al consumatore di dividere il pagamento del carrello in 3-4 pagamenti mensili senza interessi, creando una situazione win-win con il venditore che può intercettare opportunità di vendita, accrescendo l’importo del checkout. Al tempo stesso il cliente riuscirebbe a soddisfare bisogni che senza questa modalità di pagamento non sarebbero fattibili. Secondo un

Continua a leggere...

Digital Wealth Management

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di gestione individuale del risparmio, il c.d. Wealth Management. Ma cosa succede quando il Wealth Management incontra l’industria Fintech?  Cosa si intende con il termine “Digital Wealth Management”? Facendo qualche passo indietro, con Wealth Management si indicano tutti i servizi professionali di gestione del patrimonio dedicati a clienti con un determinato patrimonio finanziario, definiti High net worth individuals (HNWI). Il Wealth Management nell’era del FinTech L’industria del Wealth Management, il mercato più “human intensive” per definizione, sta attraversando una fase di grandi e profondi cambiamenti che impongono a tutti gli operatori un ripensamento

Continua a leggere...

Settore FinTech

Il futuro della finanza ha un DNA digital. Lo si può notare analizzando il cambiamento che sta avvenendo nel mondo dei servizi bancari, finanziari e assicurativi. Le tecnologie digitali sono diventate una sinergia perfetta con la finanza, tant’è che è impossibile non parlare del Fintech. Questo è un mondo che non si limita al solo ambito bancario, ma si compone di diversi attori e protagonisti. Competizione allargata, open banking, API, startup, e roboadvisory. Cosa vuol dire FinTech? Sembra parlare di medioevo, ma fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile immaginare come sarebbe cambiato il rapporto dei consumatori con i servizi che vengono usati quotidianamente. La

Continua a leggere...

Equity crowdfunding

Per l’impresa, è una forma innovativa di accesso al credito. Per l’investitore, un metodo di partecipazione al capitale di rischio imprenditoriale. Quindi, l’equity crowdfunding è l’acquisto di un titolo di partecipazione di una società: l’investitore riceve come corrispettivo del finanziamento una quota del capitale sociale, con gli annessi diritti patrimoniali e/o amministrativi. Situazione in Italia, regolamentazione e il ruolo del portale Nella maggior parte dei Paesi il fenomeno non è soggetto a regolamentazione e si fa riferimento alle normative di già esistenti. Invece, l’Italia è il primo paese europeo ad essersi dotato di una normativa specifica e organica relativa all’equity crowdfunding.

Continua a leggere...

Startup evaluation

Valutare una start up è una scommessa tanto quanto la start up stessa. La start up è un tipo di azienda inadatta ai metodi di valutazione tradizionale. Inoltre, il panorama italiano è sprovvisto di sufficienti pubblicazioni specialistiche che definiscano in maniera univoca il metodo corretto da utilizzare. Per questo motivo, si fa riferimento alle azioni degli investitori nel settore. Le problematiche risiedono in diversi aspetti. L’azienda non ha una serie storica di dati cui fare riferimento nelle valutazioni. Spesso si tratta di un’idea innovativa: il rischio è sempre elevato, i fattori che possono portare al fallimento dell’impresa sono imprevedibili e

Continua a leggere...

Ciclo di vita della startup

Ciclo di vita Entrando nel particolare mondo delle startup, si possono distinguere diverse fasi di vita delle stesse, e i principali momenti in cui essi si dividono sono: creazione dell’idea, validazione, ricerca di finanziamenti, fase di crescita e per concludere con un’exit, o nel caso specifico di startup finanziate da fondi CVC, incorporazione in azienda. Le fasi di vita di una startup possono essere “classificate” nelle seguenti categorie: Bootstrap e Pre-seed Seed Early stage Early growth Growth Lo status particolare attribuito dal governo italiano alle startup dura 5 anni, dopo di che tale status da startup innovativa viene revocato. Infatti,

Continua a leggere...
Apri chat
Hai bisogno di aiuto?
Vuoi parlare con qualcuno?